Politica

Zoon politikon, le Relazioni pubbliche come sintesi di interessi

Nel Libro I della Politica Aristotele definisce l’uomo quale ζῷον πολιτικόν, ovvero un “animale politico” che, grazie alla parola, è in grado di tessere relazioni e costruire comunità legate da reciproci interessi e valori condivisi. Partendo dall’assunto che l’atto costitutivo di una comunità è la volontà di relazionarsi l’uno con l’altro, è possibile rappresentare, per sommi capi, le Relazioni pubbliche, ovvero quell’insieme di pratiche relazionali e comunicative che permettono di influenzare il processo di decisione politica. Difatti, le Relazioni pubbliche sono, seguendo la definizione di Toni Muzi Falconi, quell’insieme di «attività consapevoli che un’organizzazione (impresa, associazione, ente o istituzione) intraprende per entrare e/o restare in relazione con i suoi pubblici influenti: quei pubblici che il gruppo dirigente (la “coalizione dominante”) dell’organizzazione ritiene possano agevolare oppure ostacolare il raggiungimento degli obiettivi perseguiti» e possono essere declinate utilizzando uno schema matrioska in cui le Relazioni pubbliche sono una disciplina olistica che ricomprende al proprio interno, in ordine, il Public Affairs, l’Advocacy e il Lobbying. Partendo dall’estremità della matrioska prefigurata, definiamo il Public Affairs come una relazione codificata e costante tra un rappresentante di interessi e una serie di pubblici al fine di tessere un rapporto basato sullo scambio di informazioni e su un dialogo costruttivo volto anche ad orientare il processo di policy making. Gli obiettivi Gli obiettivi degli addetti al Public Affairs sono quelli di accreditare la realtà di cui curano gli interessi presso le Istituzioni e i pubblici di riferimento, promuovendo un’immagine positiva e credibile dell’interesse rappresentato. Nello specifico, compito del portatore di interessi è quello di permettere una virtuosa mediazione tra interessi differenti (interesse particolare vs. interesse pubblico) definendo, in maniera trasparente, il purpose e la vision della propria realtà e rassicurando, attraverso documentazione affidabile, le Istituzioni della legittimità delle proprie proposte per favorire un ambiente legislativo e regolatorio

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Società

Espresso Riviera, il fascino del “bel viaggiare”

«Il treno, con i suoi agi di tempo e i suoi disagi di spazio, rimette addosso la disusata curiosità per i particolari, affina l’attenzione per quel che si ha attorno, per quel che scorre fuori dal finestrino». Tiziano Terzani, esploratore di terre lontane e giornalista affascinato dall’Estremo Oriente, raccontò, nel suo libro Un indovino mi disse, un anno particolare della sua vita durante il quale, dopo la profezia di un indovino che gli preannunciò la sua morte in volo, decise di trascorre un intero anno nel Sud-Est asiatico senza utilizzare mai aerei o elicotteri, ma spostandosi unicamente in treno o in nave. Come accadde per Terzani, che riscoprì il fascino e il piacere del viaggiare lento, anche le Ferrovie Treni Turistici Italiani hanno deciso di promuovere nuove rotte per riscoprire l’attrattiva del viaggio in treno. FS Treni Turistici Italiani, infatti, dopo aver aperto le rotte dell’Espresso Salento, dell’Espresso Versilia e dell’Espresso Cadore, ha presentato, lo scorso 31 luglio, la nuova tratta Milano Centrale-Nizza. L’Espresso Riviera, passando per i suggestivi paesaggi della riviera ligure, collegherà il capoluogo meneghino con Nizza, capitale della Costa Azzurra, ed è partito per il viaggio inaugurale dalla stazione di Milano Centrale, con i suoi colori pastello ed uno stile retrò, lo scorso sabato 3 agosto. Durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa internazionale, l’Amministratore Delegato di FS Treni Turistici Italiani, Luigi Cantamessa, dopo aver ringraziato la SNCF Reseau, gestore dell’infrastruttura francese, e i colleghi di FS Trenitalia France, rappresentati dall’Amministratore Delegato Marco Caposciutti, ha voluto sottolineare la sua grande soddisfazione per questo importante passo in avanti a sostegno di un nuovo turismo sostenibile, che sappia integrare i territori e valorizzarne le proprie peculiarità. Un diverso modo di viaggiare che privilegia la riscoperta di antiche sensazioni e piaceri. «L’Espresso Riviera è un collegamento affascinante – ha dichiarato

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Economia

Il marketing come esperienza, l’eterno ritorno del desiderio dell’eguale

Qual è una delle essenze del marketing? Essere sempre pronti a raccogliere gli indizi che provengono dalla società e soddisfare una domanda che i consumatori desiderano ma non sanno verbalizzare. Al fine di sostenere e, nonché, stimolare questa domanda inespressa da parte della platea dei consumatori, nel marketing si sta sempre più sviluppando un approccio che, guardando al bagaglio esperienziale di ciascun individuo, tenta di produrre nuove strategie customizzate in base ai risultati delle analisi sociologiche dei comportamenti dei consumatori. Per incentivare e affinare queste ricerche, e così aprire nuovi mercati, il marketing ha sviluppato strategie di brand awareness (riconoscibilità del brand) che non si esauriscono nel mero acquisto di un bene, bensì aprono una nuova opportunità e fidelizzano il cliente creando comunità ed esperienze condivise. Questa ottimizzazione delle strategie di marketing è possibile grazie al perfezionamento di percorsi raffinati di customer decision journey (processo di acquisto) che, concentrandosi sugli aspetti sensoriali e istintivi del cliente, consentono la possibilità di generare nuovi rapporti circolari tra marchio e consumatore. Abbandonato lo schema che prefigurava il consumatore come un animale ragionevole che agiva semplicemente in base alla soddisfazione di bisogni razionali, gli studiosi di marketing si sono posti il problema di come non solo intercettare i bisogni del consumatore, ma anche creare i presupposti affinché possano scaturire in lui nuovi desideri. In questa nuova socialità dove i touchpoint tra azienda e possibili clienti sono innumerevoli, sia online che offline o, per utilizzare il neologismo di Luciano Floridi, “onlife”, gli esperti di marketing hanno dovuto sviluppare una nuova strategia che superasse l’empasse del funnel attraverso una più sofisticata operazione di marketing definita consumer decision journey. Questo rapporto circolare tra marchio e consumatore trae la propria forza dal fatto che non esaurisce le proprie potenzialità con il mero acquisto, bensì dà avvio ad un

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Welfare

Salute e sicurezza, intervista a Giuseppe Mulazzi Direttore Fondazione Rubes Triva

La salvaguardia della dignità e la tutela della salute psicofisica della persona che lavora sono stati i temi principali della Terza edizione del Festival Internazionale della Salute e Sicurezza sul Lavoro svoltasi, dal 12 al 14 giugno, presso il Palazzo Ducale di Pesaro, Capitale della cultura 2024. L’evento, promosso dalla Fondazione Rubes Triva e dall’Osservatorio Olympus dell’Università di Urbino Carlo Bo, è stato patrocinato dal Parlamento europeo, dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero della Cultura ed ha visto la partecipazione di oltre 50 relatori dal mondo del lavoro, dell’accademia e della ricerca, insieme all’intervento di autorevoli rappresentanti delle istituzioni come, tra gli altri, del Commissario europeo al Lavoro Nicolas Schmit e del sostegno del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani. Direttore Mulazzi, la Fondazione Rubes Triva è in prima linea per la promozione di un approccio etico al mondo del lavoro, un approccio che tuteli la salute e il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici. In che modo la Fondazione promuove questa visione e cerca di sensibilizzare gli addetti ai lavori? La Fondazione, in qualità di ente bilaterale ed organismo paritetico nazionale, svolge compiti di formazione dei lavoratori e, altresì, si adopera per informare ed assistere le imprese per la realizzazione di modelli organizzativi efficaci ed efficienti al fine di garantire la salute, la sicurezza ed il benessere dei lavoratori. Tra le molte iniziative della Fondazione, durante la Terza edizione del Festival Internazionale della Salute e Sicurezza sul Lavoro avete presentato la Carta di Urbino, un decalogo di principi a tutela della persona che lavora. La Carta di Urbino raccoglie dei principi che sono presenti in documenti ben più importanti della nostra Carta, come la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e, chiaramente,

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