Politica

Moro e altri misteri d’Italia. Parla Paolo Cucchiarelli giornalista d’inchiesta. Parte II

Pubblichiamo la seconda parte dell’intervista al noto giornalista che da anni consuce ricerche su alcune vicende oscure della storia italiana recente ( Strage di piazza Fontana del 1969, il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro e prima ancora della sua scorta, l’aereo precipitato in mare nel 1980 nel cielo di Ustica). In questa seconda parte Cucchiarelli parla dei suoi incontri con le scuole e dell’importanza che i ragazzi sappiano, si appassionino alle vicende del loro Paese per conoscere la verità

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Politica

Moro e gli altri misteri d’Italia, parla Paolo Cucchiarelli, grande giornalista d’inchiesta. Parte I

La strage di piazza Fontana nel 1969 (da un suo libro è stato tratto un film), la vicenda di Ustica nel 1980, e soprattutto il rapimento e il delitto di Aldo Moro sono al centro di una infaticabile e perdurante ricerca di Paolo Cucchiarelli, ex giornalista Ansa, che annuncia altre rivelazioni. Oggi pubblichiamo la prima parte dell’intervista esclusiva che ha dato a BeeMagazine. Nonostante intimidazioni, lusinghe e minacce, e rischi per la salute, fare queste ricerche e scrivere questi libri – dice Cucchiarelli – ne è valsa la pena

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Economia

40 anni governo Craxi, i retroscena di Giorgio Benvenuto

Prima parte dell’intervista, la diciassettesima della serie, in cui l’ex segretario della Uil racconta, tra l’altro, episodi e aneddoti legati all’accordo di San Valentino sulla scala mobile, al referendum voluto da Pci e Cgil, ai rapporti tra Lama e Berlinguer, all’attività di Craxi in favore di esuli e perseguitati politici. Qualche giudizio sull’attualità politica. E un monito alla sinistra.  ***** Giorgio Benvenuto, noi abbiamo fatto una serie di interviste ad esponenti di culture diverse sul governo Craxi, di cui lo scorso anno ricorreva il 40°. Parleremo anche di tante altre cose, tra cui il decreto di San Valentino del 1984 con il taglio di alcuni punti di scala mobile. Per cominciare: Secondo Lei, che cosa resta di quell’esperienza di governo che è durato 4 anni? A mano a mano che il tempo passa, i giudizi sono più sereni. La storia finisce per far riflettere le persone. Penso che quelli siano stati anni di grandissima opportunità per il nostro Paese e per l’Europa, ma purtroppo è stata un’occasione persa. Negli anni Ottanta l’Italia contava molto sul piano internazionale. Avevamo sconfitto Il terrorismo, l’Italia era diventata il quinto Paese maggiormente industrializzato. Erano state realizzate molte riforme. Il nostro Paese aveva un grosso peso in Europa e nel mondo. Può ricordare, anche a beneficio dei lettori, il contesto di quel tempo? Alla fine degli anni Settanta l’Italia attraversava una fase estremamente difficile sul piano economico e sul piano politico. Mi soffermo su questi fatti per inquadrare la situazione. Ad un certo punto il PCI si rese conto che ad appoggiare i governi Andreotti senza contropartite avrebbe perso posizioni e sostegno politico, per cui iniziarono a valutare altre scelte. Si, il PCI passò all’opposizione nel gennaio 1979, quando il 26, ad una riunione dei segretari dei partiti di maggioranza, Berlinguer annunciò che il suo

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