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Economia

Micaela Pallini: il Governo si attivi subito contro gli allarmismi europei sull’alcol. La presidente di Federvini (Confindustria) chiede d’investire la Corte di Giustizia Ue

C’è un chiaro segnale da parte di Paesi, soprattutto nel Nord Europa, che conducono una lotta senza quartiere all’alcol, senza distinguere tra consumo e abuso, per ragioni salutistiche che però non sono suffragate da evidenze mediche. Il via libera dato all’Irlanda introduce una normativa unilaterale, discriminatoria e sproporzionata. Un sistema che spacca il mercato unico europeo e criminalizza prodotti della nostra civiltà mediterranea.

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Politica

Covid e influenza, il primo strumento contro questo combo è sempre il vaccino. Occhio di riguardo alle piccole azioni quotidiane, ma senza esagerare: ipocondria e disagio mentale sono in grande aumento

Il professor Lopalco: “Ci si doveva sbrigare prima per avviare la campagna vaccinale e serve più copertura, ma siamo ancora in tempo”. Per anziani e bambini l’uso della mascherina è altamente raccomandato. Sono già un milione in più, con un aumento di almeno il 30% dall’avvento del Covid-19, i pazienti presi in carico dal Sistema sanitario nazionale per salute mentale

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Salute

“Dalla parte del cuore”, un’antologia di varia umanità. La narra un grande cardiologo

Primario in terapia intensiva, ordinario all’Università Cattolica, editorialista del “Messaggero”, autore di 240 pubblicazioni, Antonio Rebuzzi racconta il suo modo di intendere la professione medica: come missione. E il modo di vedere il paziente: al di là delle differenze sociali, di età, di status, il paziente è “ciò di cui necessita: attenzione, professionalità e comprensione”.”Bisogna sempre fare di tutto per salvare una vita”

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Salute

Bassetti: con il Covid abbiamo vinto una battaglia campale, ma la guerra ancora no. Le proposte che il noto virologo fa al ministro della Salute Schillaci

Professor Bassetti, la pandemia è finita? Bisogna distinguere, altrimenti induciamo confusione nei cittadini. Se si intende che è stata superata la fase grave, che registrava ogni giorno centinaia di morti, allora la risposta è sì., la pandemia è finita, Il peggio è passato. I contagi continuano ma le conseguenze non sono più quelle di prima. Se invece si intende che la guerra sia finita, allora no: è una guerra che continua, non solo in Italia naturalmente ma a livello mondiale A chi ha creduto nel vaccino e ha fatto le varie dosi, che cosa si sente di dire? Che ha fatto bene a fidarsi della scienza, della ricerca, del progresso. A oggi il 95 per cento degli italiani e il 99% degli operatori sanitari hanno fatto una scelta saggia, scientifica, basata sulle evidenze. Sono state somministrati 13 miliardi di dosi nel Mondo. E a chi non ha creduto ai vaccini per motivi diciamo così ideologici e a coloro che per motivi psicologici  hanno avuto paura di complicazioni cosa può dire? Dico che mi fa molta paura chi per motivi psicologici dice no al vaccino. Sono gli stessi tipi di soggetti che diranno no all’antibiotico, al vaccino anti influenzale ecc. Chi si è messo  ( e si è mosso) contro le vaccinazioni si è messo contro il progresso, contro la scienza. Le dirò di più: non ho tanta voglia di parlare con chi ha fatto della sua vita un manifesto di violenza e d’ignoranza. Vediamo il tema covid da un’altra angolazione. Il virus può considerarsi sconfitto? In altre parole: con il virus si è vinta una battaglia sia pure campale o abbiamo vinto la guerra? Abbiamo vinto la battaglia contro il covid 2019, ma non ancora la guerra. La guerra contro i virus è in corso da tanti anni. Ma la

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Salute

Antibiotico resistenza e batteriofagi tra Russia e Occidente

“The true mystery of the world is the visible, not the invisible”, scrive Oscar Wilde nel suo Il ritratto di Dorian Gray. Studiare l’invisibile è sempre stato il compito della ricerca scientifica.  In un ampio articolo apparso sulla rivista ‘The Lancet’ (January 19, 2022), Christopher Murray, medico ed economista sanitario dell’Università di Washington Seattle, in équipe con alcuni colleghi dell’Antimicrobial Resistance Collaboration, stimava in 4,95 milioni le morti associate a resistenza antimicrobica nel 2019, con più di 1,2 milioni direttamente attribuibili a sei principali patogeni (Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Streptococcus pneumoniae, Acinetobacterbaumannii e Pseudomonas aeruginosa). Dal 2016 (cfr. EFSA 20.6.2021) si è progressivamente limitato l’uso di antibiotici negli animali da produzione alimentare che, ad oggi, si è quasi dimezzato. L’attenzione nella somministrazione di tali farmaci anche sull’uomo (che nutrendosi di carni di animali trattati, inconsapevolmente assumeva antibiotici) è notevolmente aumentata, riducendo le prescrizioni mediche allo stretto necessario. Pur tuttavia, dai dati, dobbiamo convenire che l’antibiotico resistenza è un fenomeno sempre più dilagante e che la strada della ricerca per formulare sempre più potenti nuovi antibatterici è in salita. Per una breve storia di questi straordinari farmaci (gli antibiotici) cui tanto dobbiamo, conviene ricordare che, sebbene dimenticato (Fleming ebbe il Nobel, lui una lapide murata nel palazzetto signorile di Sepino presso Campobasso), fu proprio un medico italiano della Marina Militare, Vincenzo Tiberio, a scoprire, nel 1895, il potere battericida di alcune muffe, anticipando di trent’anni (1928) la scoperta della penicillina di Alexander Fleming, che diede il via alla nascita degli antibiotici. Fino ad allora dissenteria e tifo erano le classiche malattie ‘da campo’ ed è per loro causa che, solo nella prima guerra mondiale, si contarono almeno 3 milioni di morti. Nel 1941 si ebbe la prima sperimentazione sull’uomo e da quel momento è stato possibile includere gli antibiotici

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Salute

Covid-19, malattia e licenziamento del lavoratore

Il licenziamento del lavoratore per il superamento limiti del comporto, a causa dell’assenza per malattia da contagio Covid-19, è illegittimo. È quanto deciso dal Tribunale di Palmi, il 13 gennaio 2022. Il lavoratore che, a causa di una prolungata assenza per malattia da contagio Covid-19, non può essere licenziato. A specificarlo. la sentenza emanata del Tribunale di Palmi, lo scorso 13 gennaio. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Luciano Racchi, partner di Legalitax (Studio legale e tributario).  “L’art. 2110 del codice civile – spiega l’avvocato – dispone che il datore di lavoro debba sopportare la mancata prestazione del suo dipendente, in caso di malattia, come rischio di impresa. Ovviamente non a tempo indeterminato, ma nel limite di tempo stabilito per ciascun settore dai contratti collettivi. Superato tale limite, il licenziamento può essere intimato senza necessità di ulteriore motivo. È interessante capire se, e in quale modo, il legislatore abbia affrontato il problema con riferimento alla malattia di infezione da Covid-19. Per questo occorre citare l’art. 26. In sostanza, viene spiegato come l’assenza del servizio, determinata da provvedimenti dell’Autorità di sorveglianza sanitaria fiduciaria al domicilio di quarantena precauzionale, debbano essere equiparati a malattia ai fini del trattamento economico. La norma, però, aggiunge che tali periodi di assenza del servizio non possono essere computati ai fini del superamento del contratto di malattia”. Immagino quindi che il problema sia proprio qui…  “Sì, suona apparentemente inutile, poiché a nessuno sarebbe mai venuto in mente di comprendere quei periodi di assenza nel calcolo del superamento di comporto, non trattandosi, altrettanto evidentemente, di ipotesi di malattia. Soltanto la legge di conversione del decreto legge n.18 del 2020 (legge n. 27 dell’aprile successivo) affronta la questione sanando l’omissione, escludendo dal computo del comporto anche le ipotesi in cui l’assenza del lavoro sia conseguente ad un provvedimento di isolamento obbligatorio,

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