Politica

Separare le carriere dei magistrati? Un boomerang dagli effetti imprevedibili per la democrazia

Un alto magistrato interviene sulla riforma Nordio, puntualizza alcune questioni fondamentali e confuta alcune tesi “di maniera” sulla stagione di Mani Pulite e su presunti appiattimenti dei giudici sui pubblici ministeri, smentiti peraltro dai dati statistici dei processi. Il problema della terzietà riguarda solo il Giudice e non il Pm. Le parole illuminanti del prof. Franco Coppi

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Politica

Democrazia e trasformismo. E l’elettore?

Il delicato rapporto tra elettori ed eletti. La transumanza parlamentare. Rischi di snaturamento dell’essenza della democrazia. Che cosa (non) è cambiato da Depretis a oggi. Il recall, un istituto di revoca in vigore in certi Paesi stranieri. La documentata analisi di un alto magistrato

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Politica

Laicità dello Stato, diritto naturale e Grundnorm. Un alto magistrato, Tanisi, replica a Marcello Pera

In una recente intervista al quotidiano “La Verità”, il sen. Marcello Pera (già presidente del Senato), rispondendo ad alcune domande inerenti il disegno di legge costituzionale noto come “premierato”, si è lasciato andare a considerazioni di più ampio respiro sulla democrazia, la politica e il diritto, a margine di un convegno dal titolo quanto mai allarmante: “Il suicidio dell’occidente”.       Secondo Pera, l’arma che avrebbe provocato tale suicidio sarebbe rinvenibile nel concetto di laicità dello Stato. A giudizio del senatore ed intellettuale liberale, libertà e diritti fondamentali non possono essere giustificati in assenza del ricorso a Dio e alla religione, dal momento che – a suo dire – anche la laicità si fonderebbe in definitiva sui valori cristiani, adottati come norme fondamentali. E, per spiegare meglio il suo pensiero, Pera richiama il libro “Laicità”, di Augusto Barbera (attuale presidente della Corte Costituzionale), nel quale l’autore sarebbe incorso in una palese contraddizione, definendo la laicità come “separazione del diritto e della politica dalla religione”, ma poi ammettendo che “sopra il diritto di Creonte” (il diritto positivo) sta “il diritto di Antigone, quello religioso degli dei”. Da qui l’inferenza che la laicità non sarebbe sufficiente a fondare il diritto. Non ho letto il libro di Barbera e su questo non posso pronunciarmi, ma da tecnico del diritto (e da cristiano credente), reputo non condivisibile l’assunto del sen. Pera. Il tema che egli (ripro)pone è quello del rapporto (meglio: del conflitto) fra diritto naturale e diritto positivo. Il primo basato su una ‘legge’ per lo più non scritta, proclamata come valida al di là dei limiti di tempo e di spazio, radicata nella “natura” – divina o umana (secondo Pera, divina) – e collocata al di sopra della volontà e degli estri di legislatori e maggioranze; il secondo, al contrario, basato

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Politica

Fine vita, riflessione di un alto magistrato

Si ricostruiscono, con riferimento alla dottrina, al dibattito filosofico e alla giurisprudenza, molti aspetti legati a un tema così sensibile e controverso. Appare necessaria, una volta di più, una legge che definisca non solo gli obblighi del medico e della struttura sanitaria nella delicatissima fase dell’aiuto a morire, ma anche preveda, al contempo, la possibilità per il medico del ricorso all’obiezione di coscienza. E deve trattarsi di una legge nazionale, così da evitare una normativa “arcobaleno” fra le varie regioni italiane

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Cultura

Intelligenza artificiale: prospettive e rischi nell’era digitale

L’analisi di un alto magistrato, che è anche un intellettuale, delle implicazioni, sociali, culturali, umane, giudiziarie, del fenomeno dell’intelligenza artificiale. C’è la necessità di regolamentare, anche in Italia, l’uso dell’intelligenza artificiale, soprattutto con riferimento a scuole ed Università, posto che esse debbono accrescere negli studenti le capacità di discernimento critico ed offrire loro le basi per l’utilizzo in modo etico di qualsivoglia strumento tecnologico. Come l’IA entrò in un tribunale dieci anni fa nel Wisconsin e determinò la condanna di un cittadino ( caso Loomis)

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Politica

Separazione delle carriere: un inutile tormentone

Nel dibattito aperto su beemagazine sulla separazione delle carriere dopo il libro di Gaetano Bono Meglio separate è intervenuto l’avvocato Vincenzo Candido Renna. Oggi pubblichiamo un articolo di Roberto Tanisi, presidente del Tribunale di Lecce e già presidente della Corte d’Appello

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Politica

Parlamentarismo, Presidenzialismo, Premierato: conviene cambiare? Un alto magistrato fa il punto sui pro e i contro delle varie ipotesi di riforma

Ricordando Costantino Mortati: la stabilità di un governo dipende non dal comando solitario del Presidente, ma dalla stabilità del quadro politico. L’elezione diretta del premier creerebbe un sistema bicefalo e una asimmetria con l’elezione del presidente della Repubblica da parte del Parlamento. Più utile e praticabile la via della sfiducia costruttiva che garantisce la stabilità del quadro politico. Altri problemi importanti da affrontare: l’astensionismo degli elettori, una nuova legge elettorale che restituisca al popolo l’effettivo potere di scegliere i suoi rappresentanti (abolire il Rosatellum, ripristinare semmai il Mattarellam)

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