
Energia, come orientarsi nella giungla dei dati
MILIARDI DI METRI CUBI DI GAS I numeri parlano di poco più di 15 miliardi di metri cubi prodotti (in Italia, Ndr) nel 2001 contro i 3 miliardi di metri cubi prodotti oggi. Questo vuol dire che si è passati da una produzione nazionale che, in percentuale, era superiore al 20 per cento del fabbisogno, all’attuale situazione in cui dipendiamo per il 95 per cento dal gas naturale. DIPENDENZA DALLA RUSSIA Nel nostro energy mix sostanzialmente abbiamo gas e rinnovabili, quindi questo sancisce una fortissima dipendenza dall’importazione. Le importazioni dalla Russia sono incrementate in valore assoluto e in percentuale da 20 miliardi di metri cubi – il 25 per cento dei consumi – nel 2011 a 29 miliardi di metri cubi nel 2021, che equivale a circa il 38 per cento dei consumi. Questa è la nostra attuale dipendenza dalla Russia. CINQUE GASDOTTI Per quanto riguarda le nostre infrastrutture, ci sono cinque gasdotti e tre rigassificatori. 1 – TAG Il primo è il gasdotto Trans Austria Gasleitung (TAG), che attraversa l’Austria e importa gas proveniente dalla Russia attraverso l’Ucraina, connettendosi alla rete nazionale dei gasdotti a Tarvisio. Qui passano i 29 miliardi di metri cubi dell’ultimo periodo che pro- vengono dalla Russia, circa il 40 per cento del nostro import. 2 – TRANSITGAS Interconnette la rete di trasporto tedesca e quella francese alla rete italiana attraverso la Svizzera. Il punto di ingresso è il Passo Gries. Il gasdotto permette l’importazione – e addirittura, in alcuni giorni prima della crisi, un po’ di esportazione di gas dall’Italia – del gas proveniente dal mercato nordeuropeo, un mix di gas che proviene da Norvegia, Olanda, Danimarca e Regno Unito e anche di gas naturale liquido importato attraverso terminali di rigassificazione nordeuropei. Di fatto, questo collega il prezzo del gas all’ingrosso del mercato italiano –





