Politica

Riccardo Magi (+Europa): il no del Veneto alla legge sul fine vita è stata un’occasione persa. Sia per la politica sia per il Paese. La società è più avanti dei partiti

“É stata un’occasione persa per la politica e per il Paese. Ma la partita non è chiusa, ricorreremo ad ogni strumento democratico per affermare la libertà di autodeterminazione dei cittadini”. Riccardo Magi, deputato, segretario di +Europa, ex segretario dei Radicali, analizza con Bee Magazine la bocciatura in Veneto della legge di iniziativa popolare sul suicidio assistito che ha spaccato la Lega e il centrodestra: “La società è più avanti dei partiti”. Ringrazia il governatore veneto Zaia, che molto si è speso a favore, ma avvisa: “La Lega di Salvini è un partito di destra reazionaria, non credo cambierà”. E sul Pd dice: “Nonostante gli sforzi di Elly Schlein, è un partito intrinsecamente conservatore su molte questioni”.       Per un solo voto la legge di iniziativa popolare sul suicidio assistito in Veneto non ha raggiunto il quorum in consiglio regionale. Il governatore Zaia, che si era speso molto, ha chiarito che la legge non avrebbe cambiato il contesto – disciplinato dalla sentenza della Corte Costituzionale del 2019 – ma solo regolato tempistiche e modalità di accesso al fine vita. E ha definito “immorale” che una materia così delicata continui essere disciplinata dai giudici e “ipocrita” chi fa finta di non vedere la situazione. É stata l’ennesima occasione persa per la politica? Anche se per un solo voto, è stata indubbiamente l’ennesima occasione persa per la politica, ma soprattutto per il Paese, per le persone. Ed è drammatico ammettere che per noi che lavoriamo da sempre per affermare in Italia la libertà di scelta dei cittadini sul fine vita con il suicidio assistito e l’eutanasia, in Parlamento e nelle piazze, questa sconfitta non è una sorpresa. La società su questo è più che pronta, e lo ha dimostrato più volte, così come su tante altre grandi questioni sociali che riguardano

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Mondo

Verso le europee: il dilemma di “re Giorgia” e l’assedio a Schlein

É un Paese più civile quello in cui non ci si candida per mandati che si sa già di non poter onorare, non ci si candida in circoscrizioni multiple, non ci si candida quando si hanno già onerosi impegni incompatibili con la campagna elettorale? Indubbiamente sì. Ma non è detto che sia un Paese reale. E non è certo l’Italia né del passato né del 2024. Ecco perché sebbene Romano Prodi sulla carta abbia perfettamente ragione, la questione dell’eventuale corsa di Elly Schlein alle Europee è più complessa. Non simmetrica rispetto a quella della premier Giorgia Meloni – come qualche propaganda interessata vorrebbe far credere – ma nemmeno priva di un gioco di rimandi. Da un lato infatti c’è il dilemma di Re Giorgia – stravincere o smussare, salvaguardare (almeno per un po’) la stabilità di governo o affondare il colpo sui numeri del prossimo Europarlamento – dall’altro l’assedio in cui si dibatte la segretaria del Pd tra correnti malmostose e sindaci scalpitanti. Vincere con tracotanza o perdere con stile? si è chiesta Concita De Gregorio su “Repubblica”. Sciogliere questi nodi non sarà indolore né a destra né a sinistra.       “Se continuiamo a indebolire la democrazia, poi non ci lamentiamo. Se la dittatura risolve più problemi della democrazia, vince la dittatura” ha ammonito Prodi, precisando di parlare in termini generali. E non si può dire che il Professore predichi bene e razzoli male: da presidente della Commissione Europea non si è mai candidato, sebbene il suo nome avrebbe irrobustito l’Asinello prima e il listone Uniti nell’Ulivo dopo. Una scelta di principio, rigorosa, e un consiglio per l’oggi. Ribadito da un gruppo di nomi femminili di peso – Sandra Zampa, Paola De Micheli, Alessandra Moretti, Laura Boldrini – che sottolineano l’effetto paradosso sul piano dell’alternanza di genere. Se

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Politica

Autonomia differenziata: “per tutti o per nessuno”. Non si possono privilegiare le regioni del nord a danno delle altre

Martedì 16 gennaio il ddl Calderoli, che contiene il testo sull’autonomia differenziata fortemente voluto dalla Lega, comincia il suo iter nell’aula del Senato dopo il via libera in Commissione Affari Costituzionali. Bee Magazine ne ha parlato con Corrado Edoardo Mollica, avvocato tributarista, già componente dell’Osservatorio sul federalismo fiscale dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, autore del saggio “Il sacco del Sud d’Itala” (Calabria Letteraria Editrice).

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Mondo

Sandro Gozi: Attal riprende e mantiene il dna del macronismo

Intervista sul nuovo primo ministro francese. Non vogliamo, e non la faremo, una alleanza in Europa tra Renew e Ppe e Conservatori. Si potrebbe lavorare a una Lista Renew Italia, c’è interesse di Italia Viva e di + Europa ma una chiusura di Calenda. Draghi al Consiglio europeo? Se deciderà di dare la sua disponibilità, avrà il mio forte sostegno e quello di tanti altri

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Politica

Conferenza stampa Meloni, alcune puntualizzazioni politiche. Se candidarsi alle Europee, ancora non ha deciso, “messaggi” alla classe dirigente di Fratelli d’Italia

Sono Giorgia, sono una madre (lavoratrice e “affermata” ma tra Palazzo Chigi e la figlia sceglierebbe senza dubbi la seconda), sono una premier (ma non significa che la responsabilità di governo debba accollarsela tutta e solo lei: avviso ai Fratelli d’Italia), sono non soddisfatta ma ottimista sull’immigrazione, meno sulla possibilità di evitare il referendum sul premierato (che non sarà comunque un plebiscito sulla sua persona, la brutta fine di Renzi docet). Tre ore di conferenza stampa di fine anno a Montecitorio, due volte rimandata per un problema di salute (i fastidiosi otoliti) e dunque diventata di inizio anno nuovo, aperta con la sottolineatura che “non mi sottraggo alle domande”. Che, nella specie, sono ben 42, e consentono un’ampia illustrazione del Meloni-pensiero: dal Mes “obsoleto” al compromesso accettabile sul Patto di Stabilità, dai rilievi del presidente Mattarella su ambulanti e balneari letti “con grande attenzione” e su cui il governo cercherà la quadra tra tutelare le concessioni esistenti ed evitare la procedura di infrazione europea, dal premierato che non lede le prerogative del Quirinale all’autonomia che “si tiene” con l’altra riforma e non crea “sperequazioni” tra Regioni (mai detto così esplicitamente prima, e il Doge veneto Zaia esulta).       Ma il punto più politico, e atteso, è uno, e va secondo pronostici. Il caso Pozzolo, il deputato biellese indagato per lesioni dopo che la sua pistola ha ferito il genero di un agente di scorta del sottosegretario Delmastro a una festa di Capodanno: “Premesso che aveva il porto d’armi per difesa personale, aveva il dovere legale e morale di custodire la pistola con serietà. C’è un problema perché non è stato responsabile”.       Di qui l’annuncio dell’azione competente da statuto: il deferimento di Pozzolo alla commissione dei probiviri previa sospensione cautelativa dal partito. La premier respinge le

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Cultura

Dominium Dei, Inquisizione due gesuiti e due delitti. Romanzo thriller di Ivo Mej, al suo esordio narrativo

Roma, anno 2030: nel silenzio della sala di lettura della Biblioteca Gregoriana, la testa di un sacerdote della Compagnia di Gesù viene trapassata da un gancio da macellaio.   Lisbona, anno 1761: l’Inquisizione ormai agli sgoccioli condanna a morte padre Gabriele Malagrida, gesuita la cui visione viene scambiata per eresia, il suo corpo finisce arso in cenere e il cuore, secondo leggenda, recuperato intatto e conservato da una dama come reliquia. Corre lungo tre secoli e su due piani paralleli, tra un passato di conversioni ottenute col ferro e col fuoco e un futuro di intrighi, il filo della storia raccontata da Ivo Mej – giornalista, conduttore televisivo e saggista al suo romanzo di esordio. Già il titolo “Dominium Dei” (pubblicato da Male Edizioni) racchiude un taglio politico, strategico ed economico: nel nome divino la Chiesa ha sempre amministrato oltre al potere beni terreni, il cui valore ha più volte suscitato contese. Ed ha acceso infinite fantasie di tesori accumulati – oro, metalli rari, sete finissime, pietre preziose – e oculatamente investiti. In fondo, c’è molto anche nella copertina del libro: la bianca, stilizzata, Cupola di San Pietro macchiata di sangue nella notte più nera del Tribunale della Santa Inquisizione. Ad indagare sul crudele quanto inspiegabile delitto capitolino è un bizzarro trio che l’autore stesso – ateo che ha studiato dai gesuiti al liceo Massimo, folgorato dalla Storia grazie allo stesso insegnante di Mario Draghi – ha tratteggiato ispirandosi ad una sorta di trinità in versione romanzesca: John Marlon, gesuita geniale e sovrappeso, personaggio a metà tra Nero Wolfe e il Guglielmo di Baskerville del “Nome della Rosa”e; Michele Rondine, l’atletico e scorbutico Padre Sovrastante, ovvero un gendarme vaticano;  l’ambigua principessa Isabella Colonna – avvocato d’affari e proprietaria del giardino di Montecavallo dove sorgeva l’antico tempio di Serapide dio del sole

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Cultura

Api, agricoltura, clima, Emilia-Romagna: vice direttore generale della FAO

“Le api sono essenziali per la biodiversità, la sopravvivenza degli ecosistemi, la sicurezza alimentare e la lotta alla fame globale. Un terzo del cibo prodotto nel mondo dipende dall’impollinazione”. In occasione della giornata mondale delle api BeeMagazine ha intervistato Maurizio Martina che da due anni e mezzo è vicedirettore generale della Fao (Food and Agriculture Organization), l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di sviluppo agricolo e lotta contro la fame. Temi che l’ex vicesegretario lombardo del Pd (partito di cui è stato anche segretario reggente dopo le dimissioni di Matteo Renzi) conosce bene essendo stato ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con i governi di Renzi e poi di Paolo Gentiloni. Questi però sono anche i giorni della terribile alluvione in Emilia-Romagna, e Martina ne analizza cause e conseguenze per il settore agricolo: “L’’Italia, tradizionalmente ricca di acqua, è al primo posto in Europa per estensione di territorio con un tasso di stress idrico superiore all’80% e al secondo posto per numero di giorni caratterizzati da anomalie climatiche, pari al 36% dell’anno. Il settore che ha subìto gli effetti maggiori del cambiamento climatico nel 2022 è l’agricoltura. I danni provocati dalla siccità e dai fenomeni meteorologici estremi come quelli che drammaticamente stanno interessando l’Emilia– Romagna ammontano a 6 miliardi di euro nel 2022, ovvero circa il 10% dell’attuale valore della produzione dell’intera filiera. Serve una forte volontà politica, sostenuta dal coordinamento intersettoriale e da politiche pubbliche coerenti per una gestione sostenibile delle risorse idriche a tutti i livelli”. E il vicedirettore generale della Fao avvisa: “Contro il riscaldamento globale serve una strategia che permetta più autonomia nello spazio europeo senza rinunciare ai mercati aperti con regole forti ed eque”. Sabato 20 maggio è la giornata mondiale delle api, insetti che sono tra i i principali indicatori di salute

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